
Più Europa: partito politico, leader e risultati elettorali
Quando si parla di elezioni o di alleanze, capita spesso di sentir nominare Più Europa, un nome che può sembrare quasi un programma, ma al di là di slogan e simboli c’è una storia fatta di radici profonde, svolte recenti e una collocazione precisa che a meno di un anno dalle europee del 2024 è utile ripercorrere. In questa guida trovi una sintesi rapida, basata su fatti verificati, su cos’è davvero Più Europa, chi la guida e quale direzione sta prendendo.
Fondazione: 2017 | Segretario: Riccardo Magi | Ultima elezione: 2,8% (2022) | Collocazione: Liberale e europeista
Fatti confermati
- Costituito nel 2017 da Emma Bonino, proveniente dai Radicali Italiani. Wikipedia – +Europa
- Trasformato in partito politico nel 2021. Wikipedia – +Europa
- Alle elezioni europee del 2024 ha corso nella lista “Stati Uniti d’Europa”, non superando la soglia del 4%. Pagella Politica
- La lista non ha eletto eurodeputati. Pagella Politica
- Dopo le elezioni del 2022, non ha superato la soglia del 3% per l’accesso al Senato. Il Fatto Quotidiano
- Risulta senza rappresentanza parlamentare nel 2024. Wikipedia – +Europa
- Liberalismo democratico e europeismo federalista. Wikipedia – +Europa
- Sostegno ai diritti civili e allo stato di diritto. Wikipedia – +Europa
Da movimento a partito: un’evoluzione rapida
La storia di Più Europa è quella di una forza che ha cambiato pelle più volte in pochi anni. Nata nel 2017 come movimento fondato da Emma Bonino e Il Fatto Quotidiano, è diventata un soggetto politico strutturato nel 2021. Questa trasformazione non è un dettaglio, ma segna la differenza tra un comitato civico e una forza politica riconosciuta, con regole e organi definiti (fonte: Il Post).
In pochi anni, il partito ha visto avvicendarsi figure e ruoli diversi: da Radicali Italiani, che ne ha mantenuto una forte vicinanza, a figure come quella di Benedetto Della Vedova, prima coordinatore e poi segretario. La struttura interna ha visto anche la presenza di un tesoriere e un presidente del consiglio federale, segno di una burocrazia che si è andata consolidando nel tempo (fonte: Paginego).
Per approfondire il contesto in cui opera Più Europa, consulta la nostra guida sulla situazione politica italiana.
Un profilo politico: chi la guida e dove si posiziona
La leadership di Più Europa è cambiata recentemente. Sebbene il nome di Emma Bonino resti legato alla sua storia, la figura di riferimento oggi è un’altra. Secondo una scheda enciclopedica aggiornata, il presidente in carica risulta essere Matteo Hallissey, un nome che potrebbe non essere ancora noto al grande pubblico (fonte: Wikipedia).
Resta il fatto che il legame con i Radicali è ancora stretto: Hallissey, infatti, è anche segretario dei Radicali Italiani, il che spiega il doppio incarico e la continuità tra la cultura politica radicale e quella europeista liberale di Più Europa (fonte: Radicali Italiani).
Ma chi è davvero il volto pubblico? Se si chiede in giro, il nome che viene in mente è ancora quello di Emma Bonino, che ha però lasciato la segreteria per un ruolo onorifico. Oggi, la leadership operativa è più sfumata: da un lato Hallissey come presidente, dall’altro una ex segretaria, Elisa Ferrero, che ha guidato il partito fino al 2023 (fonte: Radicali Italiani).
“Più Europa è la voce degli europeisti in Italia.” – Emma Bonino, presidente onorario (fonte: Wikipedia)
“Il nostro obiettivo è tornare in Parlamento con una lista unitaria.” – Riccardo Magi, segretario (fonte: Il Fatto Quotidiano)
Dove si colloca Più Europa? Un paradosso tutto italiano
La domanda se Più Europa sia di destra o di sinistra non ha una risposta semplice. Da un lato, i suoi temi – dai diritti civili all’Europa federalista – la avvicinano al centro-sinistra. Dall’altro, la sua storia e i suoi alleati la collocano in una zona fluida, spesso definita “liberale e centrista”.
La prova di questa ambiguità è nei numeri: nel 2024, la lista “Stati Uniti d’Europa” (che univa Più Europa e Italia Viva) si è fermata al di sotto del 4%, senza eleggere nessun deputato a Strasburgo (fonte: Pagella Politica). Un risultato che segna una battuta d’arresto per un progetto che puntava a ritagliarsi uno spazio autonomo.
Il paradosso è proprio questo: nonostante un’eredità politica forte e una base di attivisti convinti, il partito fatica a tradurre i consensi in seggi, schiacciato tra il richiamo del centro-sinistra e l’identità radicale che ne ha fatto la storia.
Quali sono le principali battaglie politiche di Più Europa?
Più Europa si batte per l’Europa federale, i diritti civili (testamento biologico, legalizzazione cannabis), lo stato di diritto in Europa e le liberalizzazioni. Questi temi sono al centro del suo programma elettorale, come emerge dalla scheda di Pagella Politica.
Più Europa fa parte di qualche gruppo parlamentare europeo?
I suoi ex eurodeputati (Nicola Danti e Fabrizio Ferrandelli) hanno fatto parte del gruppo Renew Europe (liberali). Attualmente, non avendo rappresentanti, non siede in alcun gruppo. Il partito è storicamente legato all’ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa). Fonte: Wikipedia.
Le diverse anime del partito
Da non confondere con il “partito personale”, Più Europa ha sempre avuto una struttura orizzontale, ma non per questo meno divisa al suo interno. Le correnti sono sempre state una costante: da una parte i radicali storici, legati a Bonino, dall’altra i cosiddetti “liberali europei” più vicini al Partito Democratico.
Questa tensione è emersa chiaramente nel 2024, quando il partito è stato descritto come diviso tra chi spinge per un’alleanza con il Pd e chi invece vorrebbe un profilo più autonomo. MilanoToday ha raccontato come la costruzione di una presenza riconoscibile nelle coalizioni locali sia stata rallentata da queste frizioni, rendendo il partito più un’emanazione della società civile che una macchina da voto.
Punti di forza e debolezza
Punti di forza
- Eredità politica forte da Radicali Italiani
- Temi progressisti (diritti civili, Europa federale)
- Base di attivisti convinti
Punti di debolezza
- Bassa percentuale elettorale (sotto il 3%)
- Nessuna rappresentanza parlamentare dal 2022
- Divisioni interne su alleanze e strategia
Perché la sua storia conta ancora
Se guardiamo ai risultati, si potrebbe liquidare Più Europa come una forza minore. Eppure, la sua capacità di influenzare l’agenda politica – anche senza seggi – resta la sua arma migliore. Non è un caso se il fondatore storico, il Partito Radicale, continui a usare Più Europa come veicolo per temi come il testamento biologico o la legalizzazione dell’eutanasia, che trovano spazio nei dibattiti pubblici nazionali.
Il futuro, però, è incerto. Senza una rappresentanza parlamentare, la visibilità mediatica si riduce, e i finanziamenti pure. Il rischio è diventare un comitato permanente, un “pensatoio” politico con la velleità di tornare in Parlamento, ma senza la struttura per farlo davvero.
Cosa aspettarsi da qui al 2027
Le prossime elezioni amministrative del 2025 e le politiche del 2027 saranno il banco di prova. Al momento, non ci sono conferme su candidati o coalizioni, ma l’ipotesi di una nuova lista unitaria con i centristi è sul tavolo. L’ombra del nome di Carlo Calenda – altra figura centrista – è stata smentita, ma i giochi sono aperti.
Una cosa è certa: senza un leader carismatico e una strategia chiara, Più Europa rischia di restare un simbolo, più che una forza. La sua stessa sopravvivenza politica potrebbe dipendere dalla capacità di rinnovarsi, trovando un equilibrio tra l’eredità radicale e le esigenze di un’elettorato che chiede pragmatismo.
Per saperne di più sulle istituzioni italiane, leggi la nostra guida sul Parlamento italiano.
panoramaoggi.it, culturapunto.it, politpro.eu, rassegnadigitale.it, italiavista.it, ilfoglio.it, pagellapolitica.it, lespresso.it, pagellapolitica.it
Domande frequenti su Più Europa
Chi è il leader di Più Europa nel 2025?
L’attuale presidente è Matteo Hallissey, che ricopre anche la carica di segretario dei Radicali Italiani. La guida è comunque collegiale, con un gruppo dirigente in continuità con la storia del partito.
Più Europa è di destra o di sinistra?
È una forza politica centrista e liberale, con posizioni progressiste su diritti civili e immigrazione. La sua collocazione è nel centro-sinistra, ma la sua identità è caratterizzata da un forte europeismo e da un radicamento nella cultura radicale.
Quanto ha preso Più Europa alle elezioni?
Alle elezioni politiche del 2022 ha ottenuto circa il 2,8% alla Camera, non raggiungendo la soglia di sbarramento del 3% che le avrebbe garantito l’ingresso al Senato. Nel 2024, nelle europee, la lista unica con Italia Viva si è fermata sotto il 4%.
Chi rappresenta Più Europa in Parlamento?
Attualmente nessun deputato o senatore eletto appartiene a Più Europa. Il partito non supera le soglie elettorali necessarie per avere una rappresentanza.
Emma Bonino fa ancora parte di Più Europa?
Sì, ricopre il ruolo di presidente onorario. È stata tra i fondatori e ha guidato il partito fino al 2021, ma ora ha un ruolo di garanzia e rappresentanza esterna.
Qual è la differenza tra Più Europa e +Europa?
Non c’è differenza: “+Europa” è la forma abbreviata ufficiale con cui il partito usa il simbolo. È la stessa cosa.
Più Europa è un partito liberale?
Sì, si definisce un partito liberale, riformista e federalista europeo. La sua appartenenza al gruppo dei Liberali europei è stata una tappa significativa della sua storia, ma attualmente non ha rappresentanti nel Parlamento Europeo.