Guardiamo il nostro Paese dall’alto: strade, ferrovie, porti e cavi formano la rete che tiene insieme economia e vita quotidiana. L’Italia sta vivendo un momento decisivo per il rinnovamento delle sue infrastrutture, con 19 grandi progetti in corso nel Sud Italia che coinvolgono oltre 8.100 persone e 5.400 fornitori.

Grandi progetti infrastrutturali in corso nel Sud Italia: 19 ·
Persone impiegate nei progetti del Sud: 8.100 ·
Fornitori coinvolti nei progetti del Sud: 5.400

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • I prossimi passi: completamento dei 19 progetti del Sud e realizzazione del tunnel ferroviario Lione-Torino (We Build Value)

Il quadro dei finanziamenti è sintetizzato nella tabella seguente.

Indicatore Valore Fonte
Progetti infrastrutturali in corso (Sud Italia) 19 We Build Value
Persone impiegate (Sud Italia) 8.100 We Build Value
Fornitori attivi (Sud Italia) 5.400 We Build Value
Valore totale infrastrutture strategiche PNRR/PNC/FSC 83 miliardi di euro Openpolis
Ferrovie – valore assegnato 54,2 miliardi di euro Openpolis
Strade e autostrade – valore assegnato 9,9 miliardi di euro Openpolis
Sistemi urbani – valore assegnato 9,6 miliardi di euro Openpolis
Porti e interporti – valore assegnato 6,5 miliardi di euro Openpolis
Alta velocità Salerno-Reggio Calabria >14 miliardi di euro Openpolis
Nodo di Genova e Terzo Valico dei Giovi 8,7 miliardi di euro Openpolis
Alta velocità Verona-Padova 6,7 miliardi di euro Openpolis
% in fase di realizzazione 54,9% Openpolis

Cosa si intende per infrastrutture?

Per infrastruttura si intende l’insieme degli impianti, delle strutture e delle reti che consentono il funzionamento di un sistema economico e sociale. La definizione dell’Istituto Treccani (enciclopedia italiana) parla di «complesso degli impianti e delle attrezzature che costituiscono la base su cui si regge l’organizzazione di un Paese».

Si dividono in due grandi famiglie:

  • Infrastrutture materiali – tangibili: strade, ferrovie, ponti, porti, aeroporti, dighe, reti elettriche e idriche.
  • Infrastrutture immateriali – intangibili: reti digitali, data center, sistemi di telecomunicazione, norme e piattaforme di servizio.
Il punto

La distinzione tra materiale e immateriale non è solo accademica: gli investimenti del PNRR destinano circa 54,2 miliardi alle ferrovie (materiale) ma anche oltre 6 miliardi alla digitalizzazione del Paese (immateriale). Chi pensa alle infrastrutture solo come cemento rischia di perdersi la trasformazione che conta.

Definizione di infrastruttura secondo Treccani

  • «Complesso degli elementi strutturali, degli impianti e dei servizi che costituiscono la base su cui si regge l’organizzazione di un Paese» (Treccani)

Infrastrutture materiali e immateriali

  • Materiali: autostrade, ferrovie, aeroporti, porti, dighe, reti elettriche.
  • Immateriali: fibra ottica, 5G, data center, reti di telecomunicazione.

Il dibattito pubblico sulle grandi opere, introdotto con il D.P.C.M. 10 maggio 2018, n. 76, serve proprio a coinvolgere cittadini e imprese nella scelta tra opzioni materiali e immateriali (BibLus, portale tecnico).

Il dato chiave: il 54,9% del valore complessivo delle infrastrutture strategiche finanziate è già entrato in fase realizzativa (Openpolis). La sfida è accelerare la restante parte, specialmente al Sud.

Quali sono i tipi di infrastrutture?

Tre categorie principali coprono quasi tutto lo spettro degli investimenti pubblici e privati. Una mappa utile per orientarsi.

Infrastrutture di trasporto

  • Autostrade e tunnel (es. Traforo del Monte Bianco, tunnel del Brennero)
  • Ferrovie, incluse le linee ad alta velocità (es. Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, oltre 14 miliardi: Openpolis)
  • Aeroporti (es. hub di Roma Fiumicino, Milano Malpensa)
  • Porti (es. Porto di Gioia Tauro, realizzato da Webuild: Webuild Group)

Infrastrutture energetiche

  • Centrali idroelettriche e termoelettriche
  • Dighe e bacini (Webuild ha costruito diverse dighe in Italia: We Build Value)
  • Reti di trasmissione e distribuzione elettrica (Terna)

Infrastrutture digitali

  • Fibra ottica e rete 5G
  • Data center e cloud region
  • Reti di telecomunicazione fissa e mobile
In sintesi: Le infrastrutture di trasporto assorbono la fetta più grande del PNRR (54,2 miliardi per le ferrovie). Per gli investitori, il segnale è chiaro: i cantieri ferroviari restano il core degli appalti pubblici nei prossimi anni. Per i cittadini, il risultato sarà una rete più rapida e integrata tra Nord e Sud.

Quali sono le grandi infrastrutture italiane?

L’Italia vanta opere di rilevanza europea, alcune in fase di realizzazione, altre già operative. Ecco le più significative per impatto economico e sociale.

Autostrade e tunnel

  • Tunnel ferroviario Lione-Torino – progetto transfrontaliero chiave per il collegamento Italia-Francia (Italy Segreta, rivista culturale)
  • Autostrada A1 Milano-Napoli – principale dorsale autostradale (oltre 700 km)
  • Tunnel del Brennero – collegamento con l’Austria, in fase di scavo

Aeroporti

  • Aeroporto di Roma Fiumicino – hub intercontinentale con 43,5 milioni di passeggeri nel 2023 (Aeroporti di Roma)
  • Aeroporto di Milano Malpensa – secondo scalo italiano, cargo rilevante

Ferrovie ad alta velocità

  • Alta velocità Salerno-Reggio Calabria – oltre 14 miliardi, cantiere in corso (Openpolis)
  • Alta velocità Verona-Padova – 6,7 miliardi, fase realizzativa
  • Nodo di Genova e Terzo Valico dei Giovi – 8,7 miliardi, completamento previsto 2026

Porti e dighe

  • Porto di Gioia Tauro – tra i più importanti per i container in Italia, realizzato da Webuild (Webuild Group)
  • Porto di Palermo – ampliato da Webuild
  • Dighe idroelettriche in Val Camonica e in Abruzzo – esempi di infrastrutture energetiche storiche

Il pattern è netto: le tre opere più costose sono ferroviarie. Chi cerca i grandi numeri deve guardare ai cantieri dei treni, non a quelli delle auto.

Cosa tenere d’occhio

Il tunnel Lione-Torino e l’alta velocità al Sud restano i progetti più esposti a ritardi: le stime di completamento oscillano tra il 2029 e il 2032. Per il governo, il rischio concreto è perdere le tranche del PNRR se non si rispettano le milestone europee.

Chi si occupa delle infrastrutture in Italia?

La governance è condivisa tra enti pubblici e grandi imprese, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) come regista.

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT)

  • Il MIT definisce le politiche nazionali, approva i progetti strategici e gestisce le risorse del PNRR per le infrastrutture (sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Coordina con le Regioni e gli enti locali l’iter autorizzativo
  • Ha il compito di monitorare l’avanzamento dei cantieri e la rendicontazione delle spese

Webuild e altri grandi appaltatori

  • Webuild – tra i principali contractor italiani, attivo su porti (Gioia Tauro, Palermo), dighe e ferrovie (sito aziendale Webuild Group)
  • Salini Impregilo (ora Webuild) ha realizzato opere come il Terzo Valico dei Giovi
  • Astaldi, Rizzani de Eccher – altri operatori di rilievo
  • Terna e Snam per le reti elettriche e del gas

Il dato rilevante: secondo We Build Value, i 19 progetti del Sud Italia coinvolgono 5.400 fornitori – una filiera diffusa che produce occupazione locale. Il Ministero detta le linee guida, ma sono le imprese a realizzare i cantieri.

Quali sono i paesi con le migliori infrastrutture?

A livello europeo, il benchmark è rappresentato dai paesi nordici, mentre l’Italia sta colmando il divario storico con progetti ad alta intensità di capitale.

Nord Europa: benchmark di eccellenza

  • Svizzera – rete ferroviaria e tunnel alpini (es. Gottardo, 57 km)
  • Paesi Bassi – sistema idrico e autostrade intelligenti
  • Svezia e Danimarca – infrastrutture digitali e trasporto sostenibile

Il World Economic Forum colloca la Svizzera al primo posto in Europa per qualità delle infrastrutture, l’Italia intorno alla 22ª posizione. Il confronto è impietoso ma stimolante.

Confronto con l’Italia

  • L’Italia spende circa 2,2% del PIL in infrastrutture (dato Banca d’Italia, 2023), contro il 3,5% della Svezia
  • Con il PNRR, l’Italia ha stanziato 82,8 miliardi per infrastrutture strategiche (Openpolis)
  • La differenza non è solo nei fondi, ma nella capacità di spesa: mentre la Germania completa i progetti entro le scadenze, in Italia il 45% delle grandi opere sfora i tempi previsti

Il divario Nord-Sud italiano è una cartina al tornasole: i 19 progetti del Sud valgono circa 30 miliardi, ma la loro incidenza sul PIL meridionale è superiore di 3 punti percentuali rispetto al Nord. L’implicazione è che il Mezzogiorno ha più da guadagnare, in termini relativi, da ogni euro speso.

Il paradosso

Il Sud ha meno infrastrutture ma i cantieri in corso hanno un impatto occupazionale proporzionalmente maggiore: 8.100 addetti diretti contro i 5.200 di progetti simili al Nord. Per chi cerca lavoro nel settore, il Mezzogiorno è oggi la zona più dinamica d’Italia.

Fatti confermati

  • Il MIT è l’ente governativo responsabile (sito ufficiale del MIT)
  • 19 grandi progetti in corso nel Sud Italia (We Build Value)
  • Webuild ha realizzato porti come Gioia Tauro e Palermo (sito aziendale Webuild Group)
  • Il perimetro PNRR si è ridotto da 132,7 a 82,8 miliardi (Openpolis)
  • Ferrovie: 54,2 miliardi di investimento (Openpolis)

Cosa resta incerto

  • Le tempistiche precise del tunnel Lione-Torino possono variare (Italy Segreta)
  • L’effettiva capacità di spesa delle amministrazioni locali per i progetti PNRR
  • Il possibile ulteriore taglio al perimetro delle opere finanziate

«Il Sud Italia corre più del Nord grazie alle infrastrutture.»

– We Build Value, articolo del 30 aprile 2025 (portale del Gruppo Webuild)

«Il tunnel ferroviario Lione-Torino e il Passo del Brennero sono progetti transfrontalieri che cambieranno la geografia dei trasporti in Europa.»

– Italy Segreta (rivista culturale)

La fotografia è chiara: l’Italia ha a disposizione risorse ingenti e progetti pronti, ma la competenza nell’esecuzione deve crescere al livello dei benchmark nordici. Per il governo, la scelta è obbligata: accelerare i cantieri con procedure più snelle, o perdere la fiducia degli investitori europei. Per i cittadini del Sud, la posta in gioco è ancora più alta: lavoro e collegamenti che possono finalmente ridurre il divario con il Nord. Il governo deve dimostrare di saper trasformare i fondi in opere concrete.

Un quadro completo delle opere strategiche italiane è disponibile in questa guida dedicata a le infrastrutture italiane, che approfondisce la classificazione e la governance del settore.

Domande frequenti

Come vengono finanziate le infrastrutture in Italia?

Attraverso fondi pubblici (PNRR, fondo sviluppo e coesione, bilancio MIT), fondi europei e partenariati pubblico-privati. Il PNRR ha stanziato 82,8 miliardi per opere strategiche (Openpolis).

Quali sono le infrastrutture digitali più importanti?

Fibra ottica, reti 5G, data center e piattaforme cloud. Il Piano Italia 5G prevede la copertura di oltre l’80% della popolazione entro il 2026.

Cosa sono le infrastrutture critiche?

Sono impianti e reti essenziali per la sicurezza nazionale: dighe, centrali elettriche, nodi di telecomunicazione. Richiedono protezione da attacchi e guasti.

Quanto spende l’Italia in infrastrutture ogni anno?

Circa il 2,2% del PIL (dato Banca d’Italia, 2023). La media UE è intorno al 2,8%.

Chi controlla la qualità delle infrastrutture?

L’Ispettorato nazionale delle infrastrutture, l’ANAC per gli appalti, e il MIT per la pianificazione. Per le opere PNRR, la Cabina di Regia monitora tempi e costi.

Quali sono le principali aziende italiane di costruzioni?

Webuild, Astaldi, Rizzani de Eccher, Terna per le reti, Snam per il gas. Webuild è la più grande per fatturato nei grandi progetti.

Cosa prevede il PNRR per le infrastrutture?

Il PNRR destina oltre 82 miliardi a ferrovie, strade, porti e reti digitali, con l’obiettivo di modernizzare il Paese e ridurre il divario Nord-Sud.