
Liste di Attesa Sanità: Tempi, Monitoraggio e Decreto 2024
Chiunque si sia trovato a dover prenotare una visita medica in Italia conosce quella sensazione: più si sale nella lista, più il calendario si allontana. Ma dal 2024 il governo ha deciso di provarci sul serio — prima con il Decreto-legge 73/2024, poi con la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa che dal 26 giugno 2025 ha iniziato a raccogliere dati in tempo reale. Il Ministro Schillaci ha dichiarato che l’81% delle visite viene ora erogato nei tempi previsti. Vale la pena capire come funziona il sistema, quali diritti avete e cosa cambia concretamente per chi deve prenotare.
Visite erogate nei tempi: 81% ·
Priorità B visite: 10 giorni max ·
Priorità A ricoveri: 30 giorni max ·
Trend ritardi: Invertito secondo Schillaci ·
Fonti monitorate: AGENAS e Ministero Salute
Panoramica rapida
- Priorità A: 30 giorni max per ricoveri (Ministero della Salute)
- Priorità B: 10 giorni max per visite urgenti (Ministero della Salute)
- PNLA online dal 26 giugno 2025 (Ministero della Salute)
- Dati esatti regionali 2024 non ancora pubblicati disaggregati
- Efficacia concreta del decreto post-2025 ancora da verificare
- Tempistiche effettive di interoperabilità per tutte le 20 regioni
- 2024: Decreto-legge 73/2024 convertito in Legge 107/2024
- 17 feb 2025: Linee guida PNLA approvate in Conferenza Stato-Regioni
- 26 giu 2025: PNLA disponibile su Portale Trasparenza AGENAS
- Regioni hanno 60 giorni per presentare progetti interoperabilità
- Monitoraggio mensile PNLA sostituirà report semestrali
- Audit nelle aree con inefficienze persistenti
I dati principali sullo stato delle liste di attesa mostrano un sistema in fase di trasformazione, con obiettivi e tempistiche definiti per legge.
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Priorità visite B | 10 giorni max | Ministero della Salute |
| Priorità ricoveri A | 30 giorni max | Ministero della Salute |
| Priorità ricoveri D | 12 mesi max | Ministero della Salute |
| Visite nei tempi | 81% (dato Schillaci 2024) | Quotidiano Sanità |
| Fonte principale | salute.gov.it | Ministero della Salute |
| Decreto base | DL 73/2024 → L. 107/2024 | Mister Lex |
| Finanziamento interoperabilità | 30 mln € | AOGOI |
| Osservatorio Nazionale | Istituito DM 21 giugno 2019 | AGENAS |
Come funziona il monitoraggio delle liste di attesa
Il sistema italiano di monitoraggio delle liste di attesa si fonda su due pilastri: l’Osservatorio Nazionale Liste di Attesa, istituito con DM 21 giugno 2019 presso il Ministero della Salute, e la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA), operativa dal 26 giugno 2025 sul Portale Trasparenza di AGENAS.
Cos’è il sistema AGENAS
AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) gestisce il monitoraggio dei tempi di attesa dal 2019, ma con il Decreto-legge 73/2024 convertito in Legge 107/2024 ha ricevuto un ruolo centrale: la PNLA raccoglie dati mensili da tutte le Regioni e Province Autonome, rendendoli accessibili in tempo reale.
La piattaforma integra le piattaforme regionali esistenti con un nodo centrale gestito da AGENAS. Le Regioni hanno 60 giorni dal Decreto 17 febbraio 2025 per presentare il progetto operativo di interoperabilità. Il Ministero della Salute ha stanziato 30 milioni di euro per supportare questa fase di integrazione dei sistemi.
Piattaforma nazionale: cosa monitora
La PNLA si concentra sugli indicatori chiave per valutare l’efficienza del sistema: numero totale di prenotazioni, percentuale di appuntamenti festivi o prefestivi, quota di prime disponibilità accettate dai pazienti, e tempi medi di attesa per ciascuna classe di priorità.
I primi dati raccolti coprono il periodo gennaio-maggio 2025, con un aggiornamento successivo che ha esteso la copertura fino a settembre 2025. L’obiettivo è rendere pubblici e trasparenti i dati sulle liste d’attesa delle Regioni, aggiornati in tempo reale.
Il passaggio da report semestrali territoriali a dati mensili nazionali permette di identificare le aree con inefficienze e attivare audit mirati molto più rapidamente.
Cosa prevede il decreto liste di attesa 2024
Il Decreto-legge 7 giugno 2024 n. 73, convertito in Legge 29 luglio 2024 n. 107, ha introdotto misure strutturali per ridurre le liste di attesa. Non si tratta solo di dichiarazioni programmatiche: il decreto prevede obblighi precisi per le strutture sanitarie e sanzioni per chi non li rispetta.
Contenuti principali del provvedimento
Il decreto istituisce la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA) e il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA), in linea con le direttive del PNRR. Tra le misure principali:
- Obbligo di agende dedicate per i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA)
- Divieto di sospensione delle attività di prenotazione relative ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)
- Raddoppio delle sanzioni per chiusura indebita delle agende
- Possibilità di ricorrere ad attività libero-professionale intramuraria o a strutture private accreditate se i tempi non vengono rispettati
Impatto sulle regioni
Le Regioni devono adeguarsi entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo del 17 febbraio 2025, presentando ad AGENAS un progetto operativo per l’interoperabilità dei propri sistemi. Il via libera della Conferenza Stato-Regioni ha consentito l’avvio della fase operativa.
L’Abruzzo ha ospitato il primo incontro AGENAS-Regione per la presentazione del nuovo sistema di monitoraggio, testimoniando l’impegno regionale nell’adozione tempestiva della piattaforma.
“Diamo risposte concrete ai cittadini” — Orazio Schillaci, Ministro della Salute
Liste di attesa per interventi chirurgici: le priorità
Per gli interventi chirurgici e i ricoveri, il sistema italiano definisce quattro classi di priorità con tempi massimi definiti per legge. Conoscere queste classi è fondamentale per capire quali diritti avete come pazienti.
Tempi massimi per priorità A, B, C, D
Le classi di priorità per ricoveri e interventi sono definite dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa:
- Priorità A (Urgente): Ricovero entro 30 giorni per situazioni che richiedono intervento tempestivo
- Priorità B (Breve): Ricovero entro 60 giorni per patologie a progressione rapida
- Priorità C (Differibile): Ricovero entro 180 giorni
- Priorità D (Programmato): Ricovero entro 12 mesi per interventi non urgenti
Per le visite ambulatoriali, la Priorità B prevede un massimo di 10 giorni, mentre la Priorità D può raggiungere i 12 mesi per prestazioni differibili.
Linee guida del Ministero della Salute
Il Ministero della Salute vigila sul rispetto dei tempi attraverso l’Osservatorio Nazionale Liste di Attesa. AGENAS monitora anche l’Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI) come strumento ex-ante per migliorare i tempi di attesa, secondo le indicazioni del PNGLA 2019-2021.
Circa il 20% delle visite presenta ritardi oltre i tempi previsti — una quota che il settore sanitario considera inaccettabile vista la possibile incidenza sulla tempestività degli interventi e quindi sugli esiti di salute.
Liste di attesa sanità: differenze per regione
Non tutte le regioni italiane partono dallo stesso punto. L’efficienza nella gestione delle liste di attesa varia significativamente tra Nord e Sud, con conseguenze concrete per chi deve prenotare una prestazione sanitaria.
Dati e variazioni regionali
Il Report Nazionale di Sintesi AGENAS sul monitoraggio DM 77/2022 relativo al II semestre 2024 documenta le performance dell’assistenza territoriale, incluse le liste di attesa. L’obiettivo del nuovo sistema è rendere questi confronti trasparenti e aggiornati mensilmente.
Alcune regioni come l’Abruzzo stanno avanzando rapidamente nell’adozione della PNLA, con incontri dedicati con AGENAS per implementare il monitoraggio in tempo reale. Altre regioni, secondo quanto riportato dalle cronache regionali, presentano invece ritardi significativi nell’adeguamento dei sistemi informatici.
Disparità Nord-Sud
Le differenze nell’aspettativa di vita legate alla residenza anagrafica — un indicatore che sintetizza l’accesso complessivo alle cure — riflettono anche le disparità nei tempi di attesa. Il nuovo sistema di monitoraggio punta a rendere visibile questa variabilità, permettendo ai cittadini di confrontare le performance regionali.
Legge sulle liste di attesa e come agire: i passi concreti
Conoscere i propri diritti è il primo passo, ma sapere come esercitarli è altrettanto importante. Ecco cosa potete fare concretamente se i tempi di attesa non vengono rispettati.
Come segnalare ritardi nelle liste di attesa
Se superate i tempi massimi previsti per la vostra classe di priorità, avete diritto di presentare una segnalazione. I canali previsti sono:
- Comunicazione scritta alla ASL di appartenenza, preferibilmente tramite PEC (Posta Elettronica Certificata)
- Utilizzo del CUP regionale per verificare la disponibilità presso altre strutture pubbliche o private accreditate
- Richiesta di attività libero-professionale intramuraria o di prestazioni presso strutture private accreditate, anche al di fuori degli accordi esistenti
I vostri diritti come pazienti
Il decreto prevede che, se i tempi di attesa non sono rispettati, le prestazioni vengano garantite tramite attività libero-professionale intramuraria (ALPI) o attraverso strutture private accreditate. Non dovete pagare di tasca vostra: la regione deve assicurare l’erogazione nei tempi previsti.
In caso di mancato rispetto dei tempi, potete anche richiedere il trasferimento della prestazione presso un’altra struttura pubblica o privata accreditata, sempre senza costi aggiuntivi a vostro carico.
Strumenti utili: CUP, Fascicolo Sanitario, telemedicina
Il CUP (Centro Unico di Prenotazione) regionale permette di prenotare prestazioni presso qualsiasi struttura pubblica della regione, confrontando i tempi di attesa. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) contiene la vostra storia clinica e semplifica la prenotazione delle prestazioni.
La telemedicina offre un canale alternativo per consulenze e controlli che non richiedono necessariamente una visita in presenza, riducendo la pressione sulle liste di attesa per le visite ambulatoriali.
Prima di arrendervi a tempi di attesa proibitivi, contattate il CUP regionale e chiedete esplicitamente se ci sono disponibilità presso altre strutture della vostra regione o in regioni limitrofe.
Passi per ridurre i tempi di attesa personali
Se vi trovate in lista d’attesa e volete accelerare il processo, ecco una sequenza di azioni pratiche:
- Verificate la vostra classe di priorità sulla ricetta elettronica o chiedendo al medico curante di specificare se siete classe B (urgente) o D (differibile)
- Consultate il Portale Trasparenza AGENAS per confrontare i tempi medi nelle diverse strutture della vostra regione
- Contattate il CUP regionale e chiedete disponibilità presso altre strutture pubbliche o private accreditate
- In caso di superamento dei tempi, inviate una comunicazione scritta (PEC) alla ASL segnalando il ritardo
- Richiedete esplicitamente il trasferimento della prestazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale
- Esplorate la telemedicina per consulenze e controlli che non richiedono visita fisica
Seguendo questi passi, molti pazienti riescono a ottenere appuntamenti significativamente più rapidi, soprattutto se la loro condizione rientra in una classe di priorità più alta.
Linea temporale: le tappe fondamentali
Per comprendere come si è arrivati all’attuale sistema di monitoraggio, ecco le date chiave della normativa sulle liste di attesa:
| Data | Evento | Fonte |
|---|---|---|
| 21 giugno 2019 | Istituzione Osservatorio Nazionale Liste di Attesa (DM) | AGENAS |
| 7 giugno 2024 | Emissione Decreto-legge 73/2024 | Mister Lex |
| 29 luglio 2024 | Conversione in Legge 107/2024 | Mister Lex |
| 17 febbraio 2025 | Decreto attuativo linee guida PNLA | Programma Governo |
| 26 giugno 2025 | PNLA online su Portale Trasparenza AGENAS | Ministero della Salute |
| Settembre 2025 | Aggiornamento dati PNLA (gennaio-settembre 2025) | AGENAS |
“Con la nuova piattaforma di monitoraggio si avvia un percorso virtuoso per ridurre i tempi di attesa” — Orazio Schillaci, Ministro della Salute
Cosa sappiamo e cosa no: chiarezza sui fatti
Fatti confermati
- Tempi di priorità definiti dal Ministero della Salute (A: 30gg, B: 10gg per visite, D: 12 mesi)
- DL 73/2024 convertito in L. 107/2024 con misure concrete
- PNLA online dal 26 giugno 2025 con dati aggiornati a settembre 2025
- 30 mln € stanziati per interoperabilità dei sistemi regionali
- Regioni hanno 60 giorni per progetti di interoperabilità
Cosa resta incerto
- Dati esatti disaggregati per regione e classe di priorità (non ancora pubblicati)
- Efficacia concreta delle misure post-2025 (dati ancora in fase di raccolta)
- Tempistiche di audit per le aree con inefficienze (non ancora attivati)
- Confronto pre/post decreto sui tempi medi nazionali
Voci dal settore
Ministro Orazio Schillaci, Ministero della Salute
“Diamo risposte concrete ai cittadini” — comunicato ufficiale lancio PNLA, 26 giugno 2025
Quotidiano Sanità
“Circa il 20% delle visite presenta ritardi oltre i tempi previsti, una quota che il settore sanitario considera inaccettabile vista la possibile incidenza sulla tempestività degli interventi”
Per chi deve prenotare una prestazione sanitaria, la scelta è ora più informata: la PNLA permette di verificare i tempi medi prima di prenotare, e il decreto garantisce strumenti concreti per reagire ai ritardi. Il paziente informato è un paziente che può rivendicare i propri diritti.
Letture correlate: Sanità Pubblica Italia · Sanità Italia SSN
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Il Decreto-Legge 73/2024 affronta le liste di attesa introducendo la PNLA, come dettagliato in un approfondimento sul decreto 2024 sui tempi massimi per priorità A B C.
Domande frequenti
Come prenotare una visita evitando lunghe attese?
Consultate prima il Portale Trasparenza AGENAS per confrontare i tempi nelle diverse strutture. Chiedete al CUP regionale se ci sono disponibilità presso altre strutture. Se la vostra priorità è B, insistete sulla urgenza: avete diritto a 10 giorni massimi per le visite.
Quali sono i miei diritti se supero i tempi massimi?
Potete presentare una segnalazione scritta alla ASL (via PEC), richiedere il trasferimento della prestazione a una struttura privata accreditata senza costi aggiuntivi, oppure richiedere l’attività libero-professionale intramuraria. Tutto a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Cos’è il CUP e come funziona?
Il Centro Unico di Prenotazione (CUP) è il sistema regionale per prenotare prestazioni sanitarie pubbliche. Permette di verificare disponibilità in più strutture e confrontare i tempi di attesa. In molte regioni è accessibile online, via app o telefonicamente.
Come posso usare la telemedicina per ridurre le attese?
Per consulenze di follow-up, controlli di patologie croniche o seconde opinioni, la telemedicina offre un canale alternativo che non richiede spostamenti fisici. Chiedete al vostro medico se la vostra situazione è compatibile con una visita a distanza.
Qual è la differenza tra tempi di attesa per visite e per interventi chirurgici?
Per le visite ambulatoriali, la Priorità B ha un massimo di 10 giorni. Per i ricoveri/interventi, la Priorità A prevede 30 giorni, la B 60 giorni, la C 180 giorni e la D fino a 12 mesi. Interventi e ricoveri hanno quindi tempistiche più lunghe perché richiedono risorse chirurgiche più complesse.
Come consultare gli aggiornamenti AGENAS?
AGENAS pubblica aggiornamenti regolari sul Portale Trasparenza (trasparenza.agenas.it). Qui trovate i dati PNLA aggiornati mensilmente, i report nazionali di sintesi e le videoguida per interpretare i dati. È accessibile a tutti senza registrazione.
Cosa cambia concretamente con la riforma Schillaci?
I tre cambiamenti principali: 1) Monitoraggio in tempo reale invece che semestrale; 2) Dati accessibili a tutti i cittadini; 3) Obblighi precisi per le regioni con sanzioni per chi non rispetta i tempi. L’obiettivo è rendere il sistema più trasparente e accountability.